Palazzo Corigliano

Indirizzo: piazza San Domenico Maggiore, 12

Metro linea 1: stazione Dante-stazione Toledo-stazione Università

Orari di apertura al pubblico: visitabile negli orari di apertura dell’Università “L’Orientale” di Napoli.

La costruzione di Palazzo Saluzzo di Corigliano, oggi sede del Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università “L’Orientale”, risale al XVI secolo quando Giovanni di Sangro dei duchi di Vietri, nel 1506 ne affidò il progetto all’architetto Gianfrancesco Donadio, detto il Mormando. L’edificio venne edificato laddove precedentemente sorgevano una serie di case, tutte collegate tra loro, di proprietà delle monache della Chiesa di Santa Patrizia.

Nel 1587 il palazzo passò alla famiglia Carafa di Belvedere che vi apportò modifiche e ristrutturazioni più o meno parziali, trasformando le originarie finestre in balconi e adornando il portale con cornice bugnata e frontone a stemma.

Nel 1688 un forte terremoto lesionò gravemente l’edificio lasciando poco dell’originario impianto architettonico. Acquistato dai Gambacorta di Limatola, questi procedettero a sostituire le balaustre in marmo con ringhiere in ferro fino a quando, il palazzo, nel 1732, divenne proprietà del duca di origini genovesi Agostino Saluzzo, già proprietari del feudo di Corigliano, in Calabria, dal quale il palazzo prende il nome.

Il duca provvide subito a risistemazioni che riguardarono sia l’interno sia l’esterno del palazzo, aggiungendovi un secondo piano destinato ad ospitare gli ambienti di rappresentanza.
I lavori vennero affidati all’architetto Filippo Buonocore, tra il 1734 e il 1741. Questi procedette ad un nuovo assetto decorativo, di cui è testimonianza lo “studiolo degli specchi”, un ambiente ricco di modanature, stucchi e, appunto, specchi in perfetto stile rococò, secondo la moda dell’epoca, avvalendosi della collaborazione dello scultore Bartolomeo Granucci e di Crescenzo Tombaro, per quanto riguarda gli intarsi.

Per quanto riguarda l’esterno, la facciata poggia su un imponente basamento in piperno arricchito da un lungo fregio visibile tra piano ammezzato e primo piano.

I Corigliano tennero la proprietà del palazzo fino al 1935, per poi venderlo dapprima all’Istituto Nazionale di Previdenza e poi all’Istituto Universitario “L’Orientale”, che lo acquistò nel 1977 dopo una lunghissima trattativa, riportandolo all’antico splendore, grazie a restauri e rifacimenti tesi al recupero delle precedenti testimonianze storico-artistiche pur adattandolo alle nuove funzioni di ateneo.

Proprio nel corso dei lavori vennero rinvenute strutture di epoca greco-romana, ovvero i resti di una strada romana e mura greche, poi inglobate nell’aula magna de “L’Orientale” detta, appunto, “Aula Mura Greche”.

L’interno è in perfetto stile rococò, come testimonia il secondo piano nobile, attuale quarto piano, dove è ubicata la Biblioteca “Taddei” o di “Studi Asiatici”.

Qui si ammira anche la Galleria Grande, decorata da dipinti sulla volta, raffiguranti una Gigantomachia tra episodi dell’Eneide e, sulle pareti, scene della mitologia greca, raffigurazioni delle Virtù, delle Stagioni e gesta degli Dei.

Gioiello del palazzo, come dicevamo, è la piccola stanza detta “cabinet”, l’antico studiolo totalmente impreziosito da un rivestimento di specchi.