Palazzo Pignatelli di Toritto

Indirizzo: piazzetta Nilo
Metro linea 1: stazione Dante-stazione Toledo-stazione Università
Orari di apertura al pubblico: il palazzo è di proprietà privata ma è possibile visitare il “giardino magico” accordandosi con guide o associazioni autorizzate.

Questo antico palazzo, ubicato tra piazza San Domenico Maggiore e largo Corpo di Napoli o piazza Nilo, fu edificato nel 1499 secolo per volere di Cesare Pignatelli – barone di Orta e di Toritto nonché regio consigliere del re aragonese Ferdinando I di Napoli – in perfetto stile rinascimentale, stile di cui oggi restano, però, poche tracce visibili unicamente sulla facciata, come le finestre rettangolari incorniciate, le colonne lesene sull’ultimo ordine e lo stemma della potente famiglia nobiliare.
Nel 1736 il palazzo subì rifacimenti a seguito del restauro della vicina Cappella di Santa Maria Assunta Pignatelli, determinando la copertura delle originarie forme rinascimentali e donandogli un nuovo aspetto tipicamente barocco.

Il palazzo è degno di menzione perché racchiude al suo interno quello che da sempre è considerato un “giardino magico”, testimonianza dell’alone di esoterismo che contraddistingue diversi luoghi della città partenopea. Sembra, infatti, che il giardino, insieme alla piazzetta Nilo con la statua del dio omonimo e i sotterranei di Palazzo di Sangro di Sansevero – nei quali il principe alchimista Raimondo di Sangro lavorava giorno e notte alla costruzione delle sue macchine idrauliche e pirotecniche e ad altre sensazionali invenzioni – fosse il cuore esoterico della città, centro di riunioni segrete, di rituali, misteri e sacrifici che qui si svolgevano, praticati dalla comunità alessandrina che proprio nell’area di piazza Nilo si era insediata, introducendo il culto della dea Iside. Di questo, del resto, è testimonianza proprio il ritrovamento della statua del dio Nilo che qui sorge, risalente all’epoca della Neapolis greco-romana a ricordare la terra natia degli antichi mercanti egizi.

Leggenda vuole che tali rituali si svolgessero proprio di fianco alla statua del dio Nilo, nel luogo in cui oggi sorge appunto il giardino del Palazzo Pignatelli di Toritto. Diversi sono stati gli studi e le ricerche dedicati a questi luoghi da sempre ricchi di fascino e magia, fino ad arrivare alla conclusione che probabilmente qui esisteva una sorgente naturale, un piccolo corso d’acqua detto “il Taglina”, essenziale alla pratica dei rituali misterici. I sacerdoti che officiavano i riti dedicati alla dea Iside identificarono nella sorgente un catalizzatore di energie e luogo di forze della città, convogliando le acque del fiumiciattolo nella “sacra vasca del Tempio di Iside” che, a quanto sembra, era ubicata sul lato sinistro di piazza San Domenico Maggiore, nei pressi dell’altrettanto magico ed esoterico Palazzo di Sangro di Sansevero. Non è un caso, infatti, che il principe Raimondo di Sangro di Sansevero di cui dicevamo sopra, chimico, filosofo, scienziato, alchimista, il cui nome si collega immediatamente alla meravigliosa Cappella Sansevero, ubicata nelle immediate vicinanze, volle riproporre il culto della dea Iside proprio all’interno del luogo da lui voluto ed edificato.

Il riferimento alla dea egizia della fertilità e della maternità, la prediletta della scienza iniziatica, è rappresentata nella scultura della donna coperta dal velo, Pudicizia.